Al suo ingresso nella scuola materna il bambino ha già una sua storia personale, che lo ha condotto a possedere un complesso patrimonio di atteggiamenti, capacità ed orientamenti. Egli appare un soggetto attivo, curioso, interessato a conoscere e capire, capace di interagire con gli altri e di servirsi della loro mediazione per conoscere e modificare la realtà. Spesso, osservando un bambino conquistare le capacità di esprimersi attraverso il linguaggio, la musica, la danza o il disegno, ci chiediamo se esse derivino da fattori innati o da esperienze vissute durante la crescita, se da cause genetiche o da esperienze ambientali. La posizione della pedagogia moderna a riguardo sembra risolversi in una visione che vede genetica e ambiente, natura e cultura, concorrere su un piano di pari importanza nello sviluppo delle competenze del bambino.

Quest’ultimo, infatti, nasce con determinate potenzialità che si sviluppano o si affievoliscono a seconda degli stimoli che l’ambiente è in grado di offrirgli nei primi anni di vita. Il cervello umano è costituito da due emisferi in grado di vivere in modo autonomo, ma non capaci di assolvere le specifiche funzioni di quello complementare. L’emisfero sinistro funziona in modo non emotivo, e si esprime mediante la parola, il calcolo e la scrittura. L’emisfero destro è la sede delle reazioni emotive e della memoria, conosce l’arte del disegno, la creatività e la musica. I bambini piccoli hanno le funzioni di quest’ultimo che predominano sul sinistro. Con il passare degli anni si assiste ad un graduale sviluppo delle funzioni relative all’emisfero sinistro; questo avviene in particolare quando il bambino inizia ad intraprendere il suo percorso educativo all’interno della scuola.

L’insegnamento delle principali materie viene impartito per gradi, aiutando solamente lo sviluppo dell’emisfero sinistro e trascurando il destro. Recenti studi hanno dimostrato come la musica possa agire su molte aree del cervello, migliorandone le capacità cognitive. I bambini hanno una predisposizione innata alla musica, l’emisfero destro del cervello coglie il timbro e la melodia, il sinistro si occupa del ritmo e dell’altezza delle note. La musica coinvolge i bambini e influenza le abilità cognitive, linguistiche e motorie. L’apprendimento precoce di questa materia, da parte dei bambini, è una grande opportunità per utilizzare al meglio le risorse del cervello.

Da qui l’idea di questa scuola dove la musica abbia un posto di rilievo sia come disciplina sia come modello di apprendimento; si perché la musica viene appresa come si apprende un linguaggio: i bambini verranno quindi messi nella possibilità di ascoltare musica eterogenea di provare a riprodurla attraverso la loro voce e poi attraverso uno strumento e poi di conoscere i segni musicali e di saper scrivere musica.